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Intensive Agricultural Incubator

project for Kolkata slums

Calcutta, India

According to U.N. surveys, inhabitants of Kolkata’s slums perceive the lack of infrastructural facilities as condition to escape from their poverty. Nonetheless they have developed a very sophisticated social network based on mutual help, community exchanges, education and spaces’ negotiation.

The project aims to build up an operative infrastructure that acts directly at lower scale, capable of adapting to several conditions, evolving and proliferating. An incubator of activity that will stimulate the social cooperation within slum’s communities. A micro-infrastucture organization generates intense agricultural procedures (the inhabitants of the slums left the field to move in the city for better conditions) as an economical set-up.

The main basic component is a recycled pipe, constitued by two sub-units: an artificial and a biological part. Such component operates as a machine, engaging different programs as water phytodepuration, water filtering, vegetal cropping, rice and wheat farming, and organic waste treatment. Clusters of components organize ecological cycles, calibrated on the necessities of singles, families and sub-collectives.

This organization is an open social interaction: mutual exchanges or program interfecences catalyze multiple scenarios of evolution. Each macro unit becames a sensible organism that triggers sustainable processes, promotes slum’s identity and operates within principles of self-organization.

Kolkata Incubator Concept
kolkata incubator concept

Credits:

Concept Design at IaaC

Institute of Advanced Architecture of Catalunya

Master of Advanced Architecture 2006-7

project of Berardo Matalucci

tutor: Jorge Godoy Roman, Izaskun Chinchilla

Energie Verdi / Tetraktis Competition

EnergieVerdi – Tetraktis Competition

MICRO SPAZI – MACRO LUOGHI

Concorso per la progettazione di un sistema di spazi pubblici e relazionali nel Centro Storico di Teramo

l centro storico di Teramo si presenta come una città rigida che consuma suolo e risorse, un agglomerato solidificato nel tempo, mosaico di elementi diversi tra loro per forma e significato. Pur prendendo nome dalla sua posizione “Interamnia” (tra due fiumi), la città sembra aver voltato le spalle ai corsi d’acqua, la cui presenza non viene quasi mai percepita.

Riducendo la tradizionale distinzione tra naturale e artificiale, il progetto si focalizza sul “vuoto tra le cose” per studiare una rete di corridoi ecologici, nodi e spazi aperti in un’ottica di sostenibilità ambientale e di articolazione programmatica, in un’ottica di incentivazione del paesaggio.

energie verdi

energie verdi

Il tessuto urbano si svela alla contorno naturalistico, creando così un sistema naturale-artificiale, un organismo vitale nello spazio e nel tempo che si sviluppa proprio attraverso il processo del’innesto, del radicamento: il paesaggio composto di verde e acqua, proveniente dai parchi fluviali, comincia ad impossessarsi della città sotto forma di filamenti, nodi e superfici.

La strategia dell’agopuntura urbanistica permetterà di intervenire in questa fase attraverso precise disposizioni, permettendo, di riflesso, di rivitalizzare l’intero organismo e di individuare un metodo di trasformazione applicabile, per crescita e sovrapposizione, in altre parti della città. Viene così superata la netta e lineare separazione tra gli spazi dei parchi fluviali e gli ambiti della città, costruendo nuove compenetrazioni. Le cesure, le disconnessioni oggi esistenti potranno quindi essere colmate da un sistema che si affida ad un’operazione di sutura in grado di rendere solidali parti discontinue grazie al verde di filtro.

Il progetto si sviluppa nello spazio attraverso il processo dell’innesto, del radicamento: la cintura naturalistica comincia ad impossessarsi della città attraverso filamenti, nodi e superfici orizzontali/verticali di verde e acqua che penetrano dai parchi fluviali nel suolo, modificandolo e attribuendo nuovi significati agli spazi. Il paesaggio che si configura risenterà inevitabilmente dei cambiamenti stagionali, settimanali, giornalieri, modificando percezione, aspetto e funzione degli spazi “abitati” da essenze autoctone, la cui ciclicità diviene essa stessa materia di progetto.

energie verdi

5 città vengono cosí generate nel tessuto urbano, riferite a nuove materie e a usi urbani diversi :

1. verde urbano

2. sistema delle acque

3. energia pulita e rinnovabile

4. rete di piazze con fruizione articolata

5. accessibilità ciclabile e pedonale.

Ogni cittadino potrà così trovare la “sua” città, in cui identificarsi e vivere secondo le proprie esigenze. Grazie alla creazione di un sistema di ambiti ecologici, la città potrà finalmente ritornare a registrare lo scorrere del tempo e la crescita di un organismo vitale, in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica in grado di assegnare un nuovo statuto di abitabilità ai vuoti della città. La strategia di progetto intende immettere infatti nel tessuto nuove pratiche sociali, oggi poco diffuse nel centro di Teramo ma auspicabili per città potenzialmente “a misura d’uomo”.

Il progetto offre quindi alla successione di episodi urbani, oggi autonomi, una rete di nodi, connessioni e spazi aperti di vario tipo in base alla materia impiegata o alla fruizione privilegiata (verde, acqua, energia, abitabilità, accessibilità). La rinaturalizzazione del centro storico permetterà quindi un’intensificazione di relazione fra le parti e un’interazione di percorsi e attività, oggi inesistente. Il sistema proposto individua in modo particolare alcuni “tagli” trasversali potenzialmente interessanti nel tessuto urbano, i settori, su cui si innesta la strategia di progetto con una sovrapposizione di usi e materie che arricchiscono la scena e il suolo del centro, prefigurando nuovi scenari naturali-artificiali.

continua…

CREDITS:

[TERZO PREMIO, THIRD PRIZE]

Progetto: Giovanni Vaccarini (capogruppo), Francesca Di Giannantonio, Berardo Matalucci, Elisa Montalti, Fabiano Spano

Cronologia: Design Competition 2008

Collaboratori: Alice Cerigioni, Maria José Loffredo, Attilio Mauri, Marco Zitti

Consulenti: Giacinto Damiani, Maria Chiara Nardi, Enrico Crobu

Localitá: Teramo [Italy]

Energia EcoSociale / Mores

INTRODUZIONE

Il progetto per la realizzazione di piccole centrali di produzione di energia elettrica da processo di conversione fotovoltaico è incentrato su una strategia di intervento differenziata rispetto le peculiarità dei siti di progetto proposti.

I criteri guida di progettazione adottati hanno riguardato principalmente la ricerca di una relazione forte tra il tessuto antropico e il tessuto naturale, con modalità specifiche a secondo delle aree, e l’integrazione della produzione di energia elettrica da processo fotovoltaico con altri interventi, mirati ad incrementare dei cicli virtuosi di sviluppo sostenibile del Comune di Mores e delle aree limitrofe.

Il progetto paesaggistico si è basato su un’analisi contemporanea delle caratteristiche idrogeologiche delle aree interessate, delle caratteristiche di esposizione solare dei versanti e di altri fattori ambientali come il vento e delle dinamiche stagionali della vegetazione.

Altre qualità fondamentali che le centrali fotovoltaiche qui progettate hanno sono l’integrazione con processi come la produzione di idrogeno e di compost, lo sviluppo di percorsi esplicativi ed educativi. Queste centrali fotovoltaiche infatti hanno, oltre all’importante principio dell’autosufficienza energetica, una grande potenzialità di messa in pratica di un futuro sostenibile basato sull’integrazione tra la produzione energetica, la vita quotidiana, lo spazio pubblico e il paesaggio.

energia ecosociale

Progetto del Parco ENERGETICO

Nell’area A2 è previsto lo sviluppo di un parco con forte valenza didattica, il cui scopo primario è la diffusione delle conoscenze sulle energie rinnovabili, oltre alla volonta’ di sensibilizzare la popolazione all’uso delle fonti rinnovabili, viste non solo come “evento eccezionale” ma come una componente necessaria della vita quotidiana.

Nel parco saranno presenti aree e strutture dedicate al funzionamento dei sistemi di produzione di energia fotovoltaica, con percorsi formativi che possono riguardare diversi fruitori (singoli, o gruppi scolastici). Sará inoltre presente un piccolo impianto dimostrativo del ciclo di produzione di energia fotovoltaica, trasformazione e stoccaggio di essa tramite la produzione di idrogeno e successivo riutilizzo per mezzi di trasporto interni.

L’area in oggetto è principalmente un parco in cui i pannelli (fotovoltaici) diventano un elemento integrato nelle strutture architettoniche necessarie ad attrezzare lo spazio pubblico.

Crediamo infatti nella necessità di considerare il loro utilizzo non piú come elementi aggiunti “a posteriori” per soddisfare le necessità funzionali di produzione energetica, ma come un elemento che si amalgama naturalmente con lo spazio urbano antropizzato.

Progetto delle CAVE

Quest’area è caratterizzata da una situazione di degrado diffuso (cava in disuso), da una bassa visibilitá e dalla prossimitá con la principale arteria stradale di accesso a Mores. Si è scelto pertanto di intervenire con una rigenerazione dell’area con interventi a forte carattere artificiale. In quest’area è prevista la maggior parte della produzione energetica. Allo stesso tempo si intende utilizzare la superficie risultante dallo scavo della cava, coperta da una struttura composta da pannelli fotovoltaici, come una zona di raccolta di biomasse per la produzione di compost.

Le biomasse proverranno da riciclaggio di rifiuti solidi urbani, dall’agricoltura e dall’allevamento. Il compost prodotto verrá utilizzato per rinaturalizzare il suolo della cava stessa e per l’allestimento, all’interno del perimetro della cava stessa, di orti urbani. Si pensa, inoltre, all’utilizzo di parte del terreccio prodotto nell’area C2, per l’avvio della rinaturalizzazione delle cave C1. L’area C2 sará inoltre dotata di una piccola centrale di produzione di idrogeno, che alimenterá un distributore multicarburante da posizionare in prossimità della strada di accesso al paese.

Prototipi

La nostra strategia progettuale si è sviluppata intorno all’idea di considerare i pannelli fotovoltaici come un elemento integrato in prototipi piú complessi. Questi mirano ad ottenere maggiori vantaggi dall’utilizzo dei pannelli stessi: offrono molteplici performance quali ombra, protezione ed una superficie estesa, che puó essere sfruttata per la raccolta delle acque meteoriche. L’unitá base di cui sono composti i prototipi è costituita da una copertura in pannelli fotovoltaici, da una struttura di supporto e dal relativo spazio presente tra i pannelli e il suolo e il suolo stesso. Questa unitá minima si presta a diverse possibilitá di utilizzo: spazio sociale, spazio coperto per la sosta, attrezzatura per spazi pubblici, produzione di compost, sistema di raccolta dell’acqua piovana, sistema di filtraggio e depurazione.

continua…

energia ecosociale

Team Internazionale composto da Ingegneri ed Architetti

Risultato: MENZIONE d’ONORE

Credits:

Ing. Enrico Crobu (capogruppo)

Ing. Berardo Matalucci

Arch. Fabiano Spano

Ing. Giampiero Albai (www.geasardegna.com)

NTDA Enrgîa -Valencia-Spain (www.ntdaenergia.com)

Ing. Vasileios Ntovros

2g Competition

The Urban and Geological environment of the Venice Lagoon is probably one of the most densely layered places on the Mediterranean coast: a history of ever changing states of material and social stability, natural forces opposition, organic development and continental tectonic processes. A water-land territory marked by the sign of nature’s convulsions, conquers, domination and control.

The history of Venice and of the Venitian republic is strongly related to the lagoon existence: the choice of the islands in the lagoon for the foundation of Venice, the republican form of organization, the domination on the Mediterranean and the conquer of the interior land to move out the rivers and to preserve the lagoon existence.

Addressing the ecological, social and symbolic complexity of such a stratified environment: we propose the designation of strategic dynamic and adaptive regions in the form of performative stages. Where through the incorporation of differentiated but orchestrated prototype clusters, an Urban Circus is unfolded. The circus, a universal form of time-space organization and social congregation is taken here as both: a metaphor in which an extraordinary collection of varieties, gymnastics, acrobatics and social narratives coexist, and also as a dynamic model of convergence; where a consistent repertoire of co-evolutionary spaces is generated by the deployment of land, air and water engaged prototypes, in a series of choreographic urban events and infrastructures that take place in the Lagoon’s estuarine system.

The Urban Circus Dynamic Planning Strategy is conceived by the interaction of three main systems of organization concerning the lagoon ecologies:

Proto-conditions

Proto-conditions are the multiple observed and collected dynamic phenomena regarding the lagoon complexity and its interactions. They act as conceptual, cultural and material feeders in order to create a consistent pool of knowledge for the incorporation and orchestration of prototypes.

Prototypes Genealogies

Genealogies of differential prototypes are proposed as large and minor infrastructures to populate, proliferate and get incarnated within the lagoon ecology. The prototypes as rich and complex structures, address five basic criteria in their internal organizational system as a resulting state of the proto-conditions manipulation.

Field of action: the hydro, terrestrial or aerial environment where prototypes exist and evolve.

Programmatic nature: the social, cultural and economic context where prototypes are conceived as strategies, events, large or minor infrastructures.

Form of management and timeline: the different kinds of community, political and participatory involvement that a prototype has in its constitutive and life-span cycle.

Assembling: issues related to the potential material or strategic development of a prototype.

Performative Stages and Hydrodynamic Models

These adaptive and temporary regions are demo-sites or testing beds for the proposed prototypical actions. They emerge from specific observed forms of mutualism between land and water systems and the anchoring of the prototypes within the lagoon. Such a form of mutualism is defined here as an Hydrodynamic Model, in which a land-water negotiation pattern is recognized as a primary form of spatial organization.

Sacca San Mattia: A Performative Stage case study

The incorporation of prototypes in Sacca S. Mattia related to contemporary Venice touristic, economical, environmental and managerial contingencies is taken as a pilot case study within the dynamic planning strategy establish by the project. The strategic positioning of Sacca S. Mattia in the axis that connects the north part of Venice, the new door of Venice, with the airport, makes of this site the most accessible one of the lagoon to the city and to the main international connections.

In this sense Sacca S. Mattia is a physical node, that can concentrate fluxes of people coming from Venice and from abroad. But is also a conceptual node between the local dynamics of the lagoon and the global dynamics of tourism and environment.

One specific prototype plays the rule of “gate” of all this complex system: the carbon trade market.

The other prototypes summarize the topics of services for tourism, for the lagoon observation and for events.

Credits:

Type: Design Competition 2007

Fabiano Spano, Berardo Matalucci, Enrico Crobu, Vasileios Ntovros, Guillermo Ivan Lopez, AER studio, Jorge Godoy Roman

Location: Venice Lagoon, Italy

Woolwich Square @ CHORA

CONTEXT

The overarching vision is to connect the separate and fragmented parts of the site into a coherent spatial composition with the potential to extend outside the site boundaries towards the Arsenal and River Thames beyond. As such the project becomes part of a wider regeneration strategy and pedestrian network of interlinked public open space. The strong conceptual approach is based on a unique collaboration and full integration of art, architecture and landscape architecture represented in a dynamic field of spheres which reflects upon the site’s historical heritage as well activates a sense of community and addresses important aspirations regarding carbon neutralfootprint and sustainability. The scheme is embedded in its locality but it projects and embraces global aspirations.

woolwich square

woolwich square

FLUID TRAJECTORIES

The spheres create a civic narrative out of the presence of the Arsenal. They guide pedestrians from the Thames through the various public spaces or from the stations to the Thames. They nudge, tease, appear to roll themselves and are functional. They create a strong identity, one you cannot forget but at the same time is deeply rooted in history. However full the square is they will be there for guidance and continuity. At key points they offer help or space.

Woolwich square

Credits:

Berardo Matalucci

Collaboration with CHORA

www.chora.org

Partners: Buro Happold, Gross Max Landscape and ZEF sustainability Consultant Engineers

Type: Invited tender 2007

Location: LONDON, UK